'Syria off frame', la Siria degli artisti che non si lascia incorniciare

140 artisti in patria o della diaspora in catalogo Benetton

12 marzo, 00:37

Syria off frame - opera di Rasha Ali Rester Syria off frame - opera di Rasha Ali Rester

(di Luciana Borsatti) - ROMA - Il volto dell'Isis lo dipinge Fares Cachoux, è un miliziano dalle nere sembianze umane e amimali insieme. L'artista è uno dei più noti della Siria contemporanea, e uno dei 140 artisti del suo Paese - devastato da 5 anni di guerra - che partecipa alla collezione 'Syria off Frame', la Siria fuori dalla cornice ma anche delle 'narrative' consuete, parte del progetto Imago Mundi della Fondazione Benetton.

Anche lui, come gli altri, ha fatto arrivare attraverso una rete informale di amicizie e conoscenze, tra la Siria, il Libano e l'Italia, una sua opera rigorosamente di cm 10x12, il formato dei lavori commissionati da Luciano Benetton per realizzare il suo progetto di creare, con circa 18 mila artisti da quasi cento Paesi, "una mappa visiva delle culture umane".

Ma la Siria è un Paese particolare. Lo sa bene la curatrice Donatella Della Ratta - quattro anni a Damasco da ricercatrice, prima che la repressione delle rivolte del 2011 desse inizio ad una tragedia ancora senza fine - che ha pazientemente messo in piedi la "catena umana" che ha raggiunto gli artisti e riportato indietro le loro opere.

Artisti che tuttora vivono e "resistono" in Siria (una trentina), o che l'hanno lasciata da poco, per entrare nella diaspora dei profughi e dei siriani in esilio tra Medio Oriente ed Europa. I loro lavori - raccolti tra il marzo e il maggio 2015 e in parte esposti nella recente mostra Imago Mundi alla Fondazione Cini di Venezia - sono ora parte di un catalogo appena presentato nella sede della Stampa estera a Roma, presente fra gli altri l'ex ministro degli Esteri Emma Bonino. "Un potentissimo inno alla voglia di vivere" - ha definito questa collezione di opere l'ex commissaria Ue. Che non ha mancato di segnalare la discrasia tra la condizione di "rifugiati" di molti di questi artisti e l'attuale politica europea per la crisi dei migranti: politica che, con l'accordo di cui si stanno definendo i dettagli tra Bruxelles e Ankara, viola le convenzioni di Ginevra - ha sottolineato - e dimentica che l'Unione è nata sui pilastri dello stato di diritto, quegli stessi che ora sta tradendo con il risultato di perdere pericolosamente in credibilità.

Ma la nera minaccia dell'Isis non è quella che domina tra le creazioni degli artisti di Syria off Frame, anzi. C'é piuttosto una creatività che vuole appunto "uscire dalla cornice", sottrarsi alle rappresentazioni più diffuse del dramma siriano per raccontare 'altro': in particolare, il permanere di una società civile che in alcuni casi - raccontano le cronache - ha celebrato il cessate il fuoco precario e parziale di queste settimane scendendo in strada e rilanciando i vecchi slogan della breve rivolta del 2011.

Ma con chi stanno questi artisti nel caotico combattersi di eserciti e milizie jihadisti con cui si racconta la Siria di oggi? "Sono parte di una società civile come noi che non sta nè con l'uno nè con l'altro", risponde Donatella Della Ratta.

Ed elenca alcuni degli autori di questa collezione: da Kinda HIbrawi, che con il volto di una bimbar ricorda l'attacco chimico del 2013 a Damasco, a Randa Maddah, che ci parla del Golan occupato e a Mohammad Orabi, considerato tra i pensatori arabi più influenti, ma che come tutti gli altri - che comprendono anche nomi meno noti del suo - non ha mai chiesto, sottoinea ancora la curatrice , che altro partecipasse a quel progetto". Non ci sono primati o anzianità che tengano, nella Siria che resiste parlando ancora con il linguaggio dell'arte. (ANSAmed.

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